DENTI SPORGENTI

Una delle malocclusioni più diffuse è sicuramente la II classe, che si manifesta frequentemente con la presenza di incisivi superiori sporgenti. Ciò predispone più facilmente al rischio di traumi e può talvolta avere un impatto negativo sull’autostima del bambino e sul rapporto con i compagni di classe.

Per la correzione della II classe possono essere utilizzati diversi approcci ortodontici ma comunque, a prescindere dall’apparecchio selezionato, la possibilità di intervento in una fase in cui il bimbo è ancora in crescita (11-13 anni di età) rappresenta sicuramente la principale chiave di successo nel trattamento di questa malocclusione.

Nei casi più severi, può talvolta rendersi necessaria l’estrazione di due premolari all’arcata superiore (come nell’ esempio riportato), il che fornisce lo spazio necessario per poter arretrare canini e incisivi. Questo non pregiudica in alcun modo la funzionalità masticatoria e soprattutto l’estetica finale del sorriso, che appare ampio e molto gradevole alla fine del trattamento.

PRIMAPRIMA
Denti sporgenti
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III classe mandibola pronunciata

III CLASSE MANDIBOLA PRONUNCIATA

La III classe è sicuramente la malocclusione scheletrica più grave, caratterizzata da una crescita ossea sfavorevole e preponderante della mandibola rispetto al mascellare superiore. Si accompagna spesso alla presenza di un palato stretto e, nei casi più gravi, di un morso inverso anteriore, cioè quella condizione in cui gli incisivi inferiori stanno al davanti rispetto agli incisivi superiori.

In situazioni normali, un bambino di 5-6 anni presenta una mandibola meno sviluppata rispetto al mascellare superiore. Tuttavia la crescita ossea maggiore della mandibola rispetto a quella del mascellare superiore fa sì che le due ossa si equilibrino attorno ai 12-13 anni di età.

In una III classe invece la mandibola si presenta, già all’età di 5-6 anni, più grande rispetto al mascellare superiore e tenderà a peggiorare con l’avanzare dell’età.

Per tale motivo è estremamente importante intervenire il più precocemente possibile con le nostre apparecchiature ortopediche in modo da riequilibrare la crescita e ristabilire un corretto pattern di sviluppo osseo.

Il trattamento di una III classe avrà infatti tanto più successo quanto più la terapia sarà iniziata in un’età precoce, in cui la maturazione ossea non è ancora completata ed è ancora possibile intervenire ortopedicamente sulla crescita delle ossa mascellari.

Per questo motivo consigliamo una prima visita del vostro bambino in un’età compresa tra i 5-6 anni.

Il caso in esempio è stato trattato con espansore rapido del palato incollato sui denti da latte e maschera facciale (indossata la notte per 9 mesi) per la durata complessiva di 18 mesi di trattamento.

PALATO STRETTO

Il palato stretto è una condizione estremamente frequente e, indubbiamente, uno dei motivi principali per cui i genitori richiedono il primo consulto ortodontico per il loro bambino.

Può essere causa di affollamento dentale e  asimmetria mandibolare e si accompagna spesso alla presenza di morso crociato posteriore, che può essere monolaterale (da un lato solo) o bilaterale (più grave).

Può essere correlato alla presenza di respirazione orale, ovvero una condizione tale per cui si tende a respirare con la bocca piuttosto che con il naso, contribuendo ad un iposviluppo del terzo medio della faccia, al russamento o addirittura al rischio di apnee notturne.

La terapia con espansore rapido del palato aumenta le dimensioni della volta palatina, influenzando positivamente la corretta eruzione dei denti e determinando effetti benefici positivi sulla respirazione nasale poiché aumenta il flusso delle vie aeree del tratto naso-faringeo.

Intercettare precocemente (dall’età di 6-7 anni) questa malocclusione è fondamentale per una sua efficace risoluzione, in un momento in cui le ossa del palato sono ancora immature e la sutura mediana non è ancora ossificata. A questa età, infatti, la sutura palatina è formata da fibrocartilagine e l’azione ortopedica dell’espansore è in grado di allargarla e aumentare le dimensioni trasversali della volta palatina.

Quando il paziente raggiunge l’adolescenza (12-15 anni) questa sutura inizia ad ossificare fino alla completa ossificazione che avviene in età adulta.

Il caso in esempio presentava un palato di dimensioni estremamente ridotte e un morso crociato bilaterale. La paziente è stata trattata con due cicli di terapia mediante espansore rapido del palato incollato sui denti da latte all’età di 6 anni,  per una durata complessiva di 18 mesi. Successivamente, una volta erotti tutti i denti permanenti (intorno ai 12 anni), il caso è stato finalizzato mediante terapia fissa multibrackets ad entrambe le arcate, per una durata di circa 20 mesi di trattamento.

PRIMAPRIMA
PRIMAPRIMA
affollamento

AFFOLLAMENTO

Si parla di affollamento dentale quando lo spazio a disposizione nelle arcate dentali è ridotto o insufficiente a garantire l’allineamento di tutti gli elementi dentari.

Può compromettere notevolmente l’estetica del sorriso, soprattutto quando ad essere coinvolti sono i denti anteriori, e, nei casi più gravi, accompagnarsi a vere e proprie problematiche psicosociali, difficoltà nelle relazioni interpersonali e scarsa autostima, tanto da vergognarsi del proprio sorriso e non volerlo mostrare in pubblico o in fotografia.

E’ possibile risolvere affollamenti di media entità attraverso procedure espansive delle arcate dentali; tuttavia, in presenza di affollamenti severi, può essere talvolta necessario ricorrere a delle estrazioni dentali, classicamente dei premolari.

Il caso nell’esempio presentava un affollamento severo, una deviazione delle linee mediane dentali e un molare inferiore compromesso a causa di una grave infezione. Si è deciso di risolvere l’affollamento con l’estrazione di un premolare all’arcata superiore e del molare compromesso all’arcata inferiore.

Alla fine del trattamento abbiamo ristabilito un’ottimale estetica del sorriso oltre che una adeguata funzionalità masticatoria.

DENTI PICCOLI E SPAZIATI

Le spaziature tra gli incisivi (diastemi) possono influenzare negativamente l’estetica del sorriso. Spesso gli incisivi risultano spaziati ma hanno una dimensione e una forma corretta. In tale situazione l’apparecchio ortodontico è sufficiente a chiudere gli spazi e garantire un’ottima estetica del sorriso.

Altre volte invece, come nel caso in esempio, l’entità delle spaziature è accentuata anche da una ridotta dimensione degli incisivi, sia in lunghezza che in larghezza. In queste situazioni, la sola terapia ortodontica non è in grado di garantire un’ottimale estetica del sorriso e deve essere associata a procedure conservative (ricostruzioni in composito) o protesiche (faccette in porcellana), finalizzate all’aumento della dimensione dei denti anteriori e con l’obiettivo di migliorare l’impatto estetico nel sorriso.

Il caso nell’esempio è stato trattato con un’apparecchiatura fissa ad entrambe le arcate ed è stato finalizzato con faccette in porcellana.

PRIMAPRIMA
PRIMAPRIMA

MORSO APERTO

Si parla di morso aperto quando vi è una beanza tra gli incisivi superiori ed inferiori, che limita notevolmente la funzionalità masticatoria e riduce la capacità di incidere e strappare i cibi.

Un morso aperto in un bambino è molto spesso correlato ad abitudini viziate, quali ad esempio la deglutizione atipica (cioè una deglutizione scorretta, con spinta della lingua contro i denti anteriori anziché verso il palato), la respirazione orale o il succhiamento del pollice. Trattare precocemente questa malocclusione e correggere tali abitudini viziate in un’età compresa tra circa 6 e 10 anni risulta di fondamentale importanza, al fine di evitare il consolidamento del morso aperto nel soggetto adulto, la cui correzione risulta spesso molto complessa da risolvere.

Nel caso in esempio viene illustrato un morso aperto in una paziente adulta efficacemente corretto con una terapia fissa multibrackets ad entrambe le arcate per la durata complessiva di 18 mesi. Al termine della terapia la paziente ha ottenuto un’ ottima estetica del sorriso ed ha riacquistato un’adeguata funzionalità masticatoria.

MORSO INVERSO ANTERIORE

Il morso inverso anteriore è quella condizione in cui gli incisivi inferiori si trovano davanti rispetto agli incisivi superiori.

La presenza di un morso inverso può essere associata ad una III classe scheletrica o può essere semplicemente di origine dentale, come nel caso in esempio.

E’ una malocclusione che influenza negativamente l’estetica del sorriso e la funzionalità masticatoria e presenta un aumentato rischio di compromettere l’integrità dei denti anteriori per il traumatismo esercitato durante la masticazione.

Il paziente è stato trattato con una terapia fissa multibrackets ad entrambe le arcate (per una durata complessiva di 15 mesi) che ha consentito di migliorare radicalmente l’estetica del sorriso e preservare l’integrità dei denti anteriori.

PRIMAPRIMA
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OCCLUSIONE ASIMMETRICA

Le deviazioni mandibolari possono essere di origine posizionale, dovute cioè ad uno scivolamento laterale della mandibola a seguito di precontatti dentali, oppure di origine scheletrica, vere e proprie asimmetrie,  più frequenti nei pazienti adulti.

In entrambi i casi, la deviazione mandibolare determina inevitabilmente una deviazione anche della dentatura dell’arcata inferiore, impedendo la corretta occlusione con l’arcata superiore.

Le asimmetrie scheletriche della mandibola sono solo parzialmente correggibili con le apparecchiature ortodontiche, in quanto una correzione definitiva richiede spesso la necessità di un trattamento combinato di ortodonzia e chirurgia ortognatica maxillo-facciale in centri ospedalieri specializzati.

Tuttavia, in casi selezionati e di gravità inferiore, è possibile compensare l’asimmetria scheletrica mediante un camouflage ortodontico, che prevede il solo spostamento dentale.

Il caso in esempio presentava una grave malocclusione caratterizzata da un’asimmetria mandibolare, un grave affollamento e un morso aperto monolaterale. Il paziente è stato trattato con l’estrazione di 4 premolari e alla fine del trattamento ha ottenuto un’occlusione ottimale, una correzione dentale dell’asimmetria e un deciso miglioramento dell’estetica del sorriso.